Amore, ponti e altre poesie

C’è chi le ha guardate con curiosità, chi le ha lette con interesse, chi le ha fotografate, chi invece non ha resistito alla tentazione di portarsele a casa ed ha aspettato la notte per agire indisturbato.
Dopo il successo delle esposizioni temporanee di poesie sui ponti dei Navigli di Milano, il libro che raccoglie tutte le poesie esposte e un’ampia galleria fotografica.

“Componimenti che parlano dei giorni nostri, di televisione, sogni, libertà, amore, tradimenti, con una scrittura che tralascia ogni virtuosismo per farsi comunicazione, poesia da strada.”

“Nei tempi sempre più congestionati che ci attendono, il bisogno di letteratura dovrà puntare sulla massima concentrazione della poesia e del pensiero.”

(Italo Calvino, Lezioni americane)

Amore

 

Mi sono lanciato senza paracadute

bendato nel tuo amore

 

non voglio sapere la verità

mi bastano le tue dolci bugie

Le lacrime di una donna

 

 

Le lacrime di una donna

sono dolci

sono salate 

tenere, coraggiose

le lacrime di una donna

sono piene di sogni 

piene di paure

di addii, di bugie

le lacrime di una donna

sanno di figli

figli mai nati, perduti

o andati lontano

Sotto la pioggia, in punta di piedi

 

 

Sei uno stronzo - gli ha detto

un fottutissimo stronzo 

che pensa solo a sé stesso

e ti odio, non sai quanto ti odio

 

i suoi lunghi capelli erano bagnati per la pioggia

e già piangeva

quando si è alzata in punta di piedi

per baciarlo meglio

La storia di Andreas Mazzon

 

 

Andreas Mazzon 

era uno dei più grandi giocatori di calcio al mondo

capace di segnare anche otto goal in una partita

più volte pallone d’oro

più volte campione del mondo

osannato dai tifosi, rincorso dalle ragazze

lo chiamavano il principe del pallone 

l’alieno, il prestigiatore

con la palla ai piedi faceva quello che voleva

non giocava, lui, danzava sull’erba

capace che segnava in rovesciata anche da fuori area

capace che dribblava una squadra intera

insuperabile di testa, insuperabile nei cross

insuperabile nella corsa, al tiro

sia col destro che col sinistro

per stupire tirava i rigori anche di tacco

insomma era il migliore, semplicemente il migliore

un vero spettacolo a vedersi

ed è un peccato che nessuno l’abbia mai potuto fare 

perché quando Andreas Mazzon spense la sigaretta

tirò un calcio all’aria

e si dimenticò delle sue fantasie

Mia madre

 

 

Mia madre cerca sempre di curiosare in quello che faccio

mia madre si lamenta che nessuno l’aiuta in casa 

e dice spesso: “vedrete quando io non ci sarò”

 

mia madre non riesce ad ascoltare canzoni 

che parlano di vecchi di cimiteri o di morte

e dice sempre: “cambia canzone per favore”

 

mia madre, la sera, si siede sul divano davanti alla tv 

e si addormenta quasi subito

e spesso si risveglia quando il film è finito

 

mia madre, la mattina, fa le pulizie da una signora 

poi torna a casa e si mette ai fornelli 

 

mia madre ha sempre gli occhi lucidi quando parto 

mi saluta e poi mi dice: 

“manda un messaggio quando arrivi”;

 

oggi ho pensato a mia madre 

mentre camminavo per la città 

senza sapere bene dove andare

 

l’ho vista mentre portava i pantaloni a zampa di elefante e aveva i capelli biondi lunghissimi 

come in quelle vecchie fotografie appese per casa

 

e ho provato a pensare a quali erano i suoi sogni

le sue aspettative

 

poi l’ho vista sposata

col pancione

 

l’ho vista scegliere la carrozzina

i miei primi vestitini

 

l’ho vista mentre mi allattava

mentre mi cambiava il pannolino

 

l’ho vista mentre mi accompagnava all’asilo

mentre mi aspettava all’uscita della scuola

 

l’ho vista segnare la mia altezza

facendo una nuova tacca sul muro in cucina

 

l’ho vista in salotto, arrabbiata

mentre mi inseguiva con la ciabatta 

 

l’ho vista con gli occhi stanchi aspettarmi di notte

e la mattina, assonnata, prepararmi la colazione;

 

oggi ho visto mia madre

mentre camminavo solo per la città

 

e ho pensato che forse dovrei regalarle qualcosa

qualcosa di più 

del mio silenzio

Se ne andò volando

 

Pioveva

e i suoi vestiti si inzupparono

e i suoi bei versi 

si sgualcirono in tasca

 

così il poeta

se ne andò volando

con i suoi uccelli di carta 

per il cielo, su su fino alle stelle

In questa notte

 

In questa notte di stelle

In questa notte di veleni

In questa notte di televisioni accese

In questa notte di sigarette spente

In questa notte di puttane sulla strada

In questa notte di musica nei locali 

In questa notte di fughe in macchina

In questa notte di mutandine buttate per terra

In questa notte di mille luci colorate

In questa notte di gonne corte

In questa notte di risate 

In questa notte di lacrime e parole

In questa notte di principesse senza vestiti

In questa notte di bambini addormentati

In questa notte di silenzi e bugie 

In questa notte di birra e panini 

In questa notte di violenza e carezze

In questa notte di dubbi e gelosia

In questa notte di fate e folletti

In questa notte di cipria e rossetto

In questa notte così corta così lunga 

In questa notte così buia così magica

Noi rubiamo quello che di giorno non ci è permesso

Noi cerchiamo quello che di giorno non si può vedere

Il segreto è non prendersi mai troppo sul serio 

 

 

Il segreto è non prendersi mai troppo sul serio:

 

puoi sparare alla luna

aspettando che le stelle piangano

puoi crederti il migliore

mentre ti insultano per le strade

puoi diventare immortale 

lasciando che i fiori crescano sulla tua tomba

oppure puoi giocare con i seni di una sconosciuta

magari autografarli con una penna 

dichiarandoli fuori da ogni dubbio opera d’arte 

 

e poi? 

 

anche i politici non si prendono mai troppo sul serio

ne uscirebbero pazzi di sicuro

con tutte quelle storie che vanno in giro a raccontare 

 

e i grandi della terra, sono buffi anche loro

quando in bagno si calano le braghe

 

le storie d’amore spesso finiscono in lacrime

prima o poi

ci passano un po’ tutti

 

anche le malattie andrebbero guardate da lontano 

anche se non è semplice

 

il segreto è non prendersi mai troppo sul serio 

la vita è troppo corta per recitare gli incompresi

per spenderla in accuse e lamenti 

 

molto meglio i baci 

signora

 

e per le sentenze c’è tempo

non si preoccupi, tanto

gli altri eroi aspettano

© 2018 Stefano Emanuele Ferrari

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