Dove danzano gli angeli

“Su questa storia d’amore, assolutamente intensa, aleggia qualcosa di più definitivo dell’amore.”

Andrea G. Pinketts, scrittore

Una vita semplice, combattuta, tragica… com’è appunto una vita. Una vita d’oggi, e di sempre. Scritto in prima persona, non diventa “diario intimistico”, nè giovanilismo di maniera. Quello di Ferrari è un vero romanzo. E per essere l’opera prima di un giovane scrittore è un gran bel romanzo.

Enea Sansi, giornalista editorialista

Incipit

VOGLIO CANTARE.

Lo desidero sopra ogni altra cosa.

 

Emanuela, a te voglio cantare. 

 

Non importa se sono confuso, non importa se i miei pensieri naufragano, non importa se sono stritolato dal tempo che calpesta incurante le nostre vite, non importa quello che mi diranno. 

Le corde sono tese. 

La tua bellezza illuminerà la strada, darà voce alle parole morte e armonia alle note stonate. 

Cercherò di imbrigliare il mio ego, cercherò di non perdermi in inutili fraseggi. Se urlerò, perdonami; sarà solo perché tutti possano sentire. Se violerò la nostra intimità, perdonami; sarà solo per dare vera luce. Se la mia voce diventerà stridula, perdonami; sarà solo perché ti sto parlando col cuore. 

Quando la mia anima avrà finito di  vibrare ci sarà il vuoto. E se questo canto non sarà bello come avrei voluto, ti chiederò nuovamente perdono. 

Tu lo apprezzeresti.

E tutti faranno silenzio.  

La presentazione di Andrea G. Pinketts
Pillole

“…Per i bonobi il sesso riveste un ruolo di primo piano in ogni forma di rapporto sociale, dice l’esperto fuori campo. I bonobi fanno sesso per capirsi. I bonobi fanno sesso per consolarsi, per far pace dopo un litigio, per rilassarsi dopo un’impresa faticosa, fanno sesso più volte al giorno, ogni giorno, ogni volta che lo desiderano. Lo fanno eterosessuale, omosessuale, in coppia, in gruppo, per incoraggiamento, per amicizia, per gioco. I bonobi non fanno la guerra. Non ne hanno tempo, penso io. Per l’esperto, risolvono ogni conflitto facendo sesso. “Chiaro!”. E va avanti a elogiare questi bonobi, come a dirci che dopo millenni di sofferta e acclamata evoluzione, millenni di scoperte, invenzioni, lotte, cultura, in realtà non abbiamo capito ancora nulla. E intanto questi batuffoli pelosi continuano a darci dentro alla faccia nostra, delle guerre e dell’affitto da pagare. ..”

 “…Riconoscendo il proprio spazio nel mondo, gli artisti, e in generale le nuove generazioni, stanno spostando la visione della contemporaneità alternativamente dal personale al sociale e viceversa. Più che analizzare, mostrano il presente in una sorta di impossibilità a progettare il futuro…”

 “…Quando le persone dormono sembrano incantate, come se aspettassero il loro principe azzurro che le risvegli e le porti via. Ma quasi sempre non arriva, e quando ci si alza, è tutto come prima: il solito letto, la solita vita, i soliti problemi, magari appena il tempo d’un caffè veloce prima di prendere l’autobus per recarsi al lavoro…”

 

“…In questo momento milioni e milioni di persone stanno dormendo nell’immensità della notte e ci sono locali che risuonano ancora di musica, migliaia di giovani che rincorrono la vita, migliaia di macchine che vanno, migliaia di persone che lavorano, aerei che attraversano i cieli, persone che guardano assonnate la TV e persone che soffrono in silenzio, e così a Milano e Parigi e Londra e in tutte le altre città d’Europa, e a Sydney brilla già il sole, gli impiegati sono nei loro caldi uffici e le grandi strade brulicano di colori e rumori, e ci sono terre senza uffici dove i fiumi scorrono liberi e spiagge brillano d’incanto, e ci sono terre senza fiumi e terre senza spiagge, terre battute dai venti, terre avvolte dal freddo, terre dimenticate, ma in ognuna di queste terre, in ogni dove di questo mondo, in questo momento, si sta svolgendo una sacra danza, che è la vita…”

 

© 2018 Stefano Emanuele Ferrari

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