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"I want a sexy future" è un progetto musicale nato nel 2020 durante la prima ondata pandemica. 

Storytelling

Milano, 4 aprile 2020.
La città è in pieno lockdown, impaurita, scossa, avvolta da un silenzio surreale. 
Mentre sto tornando dal Carrefour di Via Farini, vedo improvvisamente una ragazza di colore sbucare da Via Menabrea.
Sta parlando al telefono, ed è alta, bellissima.
I nostri sguardi si incrociano per un attimo. Siamo entrambi senza mascherina (in città ancora non si trovano e l’obbligo di coprirsi naso e bocca all’aperto scatterà solo alcuni giorni dopo):
- Hello! - le dico dall’altra parte della strada. 
Lei sorride, contraccambiando velocemente il mio saluto.
Sto camminando con due pesanti borse della spesa in mano e quando decido di fermarmi lei è già alle mie spalle. Mi volto, poso le borse della spesa a terra. La guardo attraversare la strada, si sta portando in direzione del supermercato. 
Rimango immobile alcuni secondi, poi mi decido: ritorno indietro e mi incammino verso di lei. 
Quando la raggiungo lei è già in coda, sta ancora parlando al telefonino. Siamo sul marciapiede, lì dove finisce la lunga fila per entrare, che si allunga per tutto il parcheggio. Mi siedo su un  panettone di cemento, aspetto con un po’ d’imbarazzo che termini la chiamata e poi guardandola negli occhi le dico: Hi, What’s your name?
E’ così che conosco Princess, la voce di questa canzoni.

II - Harari

Il 20 marzo 2020, mentre tutta l’Italia è in lockdown, esce sul Financial Times un articolo dello storico israeliano Yuval Noah Harari, dal titolo:  the world after coronavirus.

Avevo letto con interesse i suoi libri, ma questo articolo - che verrà ripreso anche in Italia dalla rivista internazionale - lo trovo fazioso, classista, non riesco proprio a digerirlo.  
Così il 29 marzo scrivo un lungo post a riguardo, che termina con le seguenti domande:  Voglio delegare la capacità di immaginare il mondo solo a tecnici e scienziati? Chi immagina il mondo è in grado di plasmarlo? Quanto potere ha l’immaginazione? Quanto potere ha la mia immaginazione?

I giorni intanto passano e nel vortice della pandemia i “futurologi”, spesso oscuri e catastrofici, prendono sempre più spazio tra i media. 
La mia intolleranza mi porta a rifugiarmi nella musica (che ho preso ad ascoltare in continuazione), nella meditazione (a cui dedico un’ora al giorno) e nelle attenzioni verso Princess (che ho iniziato a frequentare). 
Io non so che futuro ci attenda - dico agli amici al telefono, stanco  e sconsolato per  quanto continua a piovere dai media.  - Speriamo almeno che sia sexy. 

Verso la fine di aprile la mia produzione artistica riprende finalmente slancio; inizio a lavorare alla preparazione di una scultura, di una performance che ruota attorno ai concetti di “dovere” e “volere”, realizzo alcune grafiche pubblicitarie continuando la riflessione sul linguaggio, sui media, sull’immaginario. 
Per gioco, un pomeriggio realizzo anche un mio personale payoff: "futuro sexy"

III - I want a sexy future

Il 4 maggio 2020 termina il lockdown su tutto il territorio italiano. 
Lo stesso giorno, attraverso tutta Milano a piedi. 
L’entusiasmo per la libertà riconquistata scema però giorno dopo giorno:  per le strade respiro paura, diffidenza. 
Un pomeriggio rimango un’ora ad osservare le ragazze passeggiare alla biblioteca degli alberi: camminano quasi tutte con lo sguardo basso,  evitando ogni possibile sguardo, incontro. Molte hanno le cuffiette alle orecchie e il volto completamente nascosto, per via delle mascherine, dei cappellini o degli scuri occhiali da sole che indossano. 
O mio dio! - penso - Cosa sta succedendo? Cosa ci sta succedendo?
Preso dallo sconforto inizio ad immaginarmi una donna, bella, forte, che non ha paura e cammina a testa alta verso quello che vuole. E cosa vuole?  - mi domando.
Un futuro sexy.  

La sera, solo nel mio appartamento, inizio a pensare al testo di una canzone, di cui al momento ho solo il ritornello: “I want a sexy future”.
E il testo subito arriva, semplice, immediato, profondo. 

I want a sexy future
(testo originale)


I am going alone

I am going alone
I want a sexy future

I want a sexy future

Catch me

Catch me
I want a sexy future

I want a sexy future

I am here

I am here
I want a sexy future

I want a sexy future

Don’t let me go away

Don’t let me go away
I want a sexy future

I want a sexy future

IV - The sound

Dopo aver canticchiato il testo tutta la notte il giorno dopo incontro Princess in Piazza Santo Stefano, nel cuore della città. 
- Ho scritto una canzone - le dico. - E’ un testo semplice, ho bisogno di una voce sexy, la tua.
E’ figlia di un musicista del Gabon e sebbene faccia la modella  il suo sogno è cantare: come promesso registra la sua voce col telefonino e in serata mi invia il file audio. Lo giro subito ad un amico filmaker, a cui avevo accennato della canzone nel pomeriggio. 
- Mi piace - mi dice. - Se vuoi ho un amico che potrebbe fare la musica.  Si chiama Antonio. Lo fa di professione, il musicista.

L’indomani Antonio accetta di lavorare al progetto.

Nei giorni seguenti iniziamo a discutere del sound, a confrontarci. Abbiamo delle semplici linee guida: vogliamo tutti un beat che sia sexy e ballabile. Un beat che ci ricordi chi eravamo, che parli del presente ma che sia lanciato verso il futuro.  

V - It’s coming the police

Nel maggio del 2020 scrivo nuovi testi  di canzoni che prendono ispirazione dal particolare momento che stiamo attraversando.
Uno di questi viene musicato. La canzone si intitola: It’s coming the police.

It’s coming the police registra il disorientamento, l’inquietudine che ho provato nei giorni post lockdown, in cui le volanti delle forze dell’ordine setacciavano continuamente le strade, le piazze, i parchi della città in cui vivo. 

Il testo riprende l’immaginario di una donna bella, forte, decisa, che vuole un futuro sexy e che è in grado di scherzare, giocare, anche con le forze dell’ordine. 
Ecco che al loro arrivo, invece di cercare di passare inosservata, si mette il rossetto. Ed è dispiaciuta che non la fermino, che le guardino velocemente le gambe per allontanarsi subito: “non volete investigare sui miei crimini?”
Ecco che la sirena della polizia, da minaccia, si trasforma nel sound della canzone in puro intrattenimento.     
 

It’s coming the police
(testo originario)

police
police
It’s coming the police
police
police
I put on my lipstick
lipstick
lipstick
It’s coming the police
police 
policethey look me just the legs
the legs
the legs
and already go away
away
away 
now I am waiting the police
police
police
investigating on my crime
my crimes my crimes