IL GRANDE BLUFF

Nove medici su dieci consigliano vivamente la lettura di questo libro.  

 

Recenti studi hanno dimostrato che è particolarmente indicato per la terapia sintomatica degli stati febbrili e delle sindromi influenzali e da raffreddamento, nonché per mal di testa e di denti, nevralgie, dolori mestruali, dolori reumatici e muscolari.

 

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Giorgio Cristalli, un regista di bmovies "in bolletta" sbeffeggiato dalla moglie e dal figlio che lo considerano un fallito, è alla disperata ricerca di un produttore per il suo nuovo film. Il signor Sullivan, un nano tirchio e saccente, si rivela l'unico interessato a finanziarlo, ma i dissidi tra i due si fanno sempre più incolmabili e nel mezzo delle tempestose riprese, quest'ultimo scompare.

Misteri, equivoci e colpi di scena si susseguono in questa brillante commedia, pulp ed irriverente, feroce caricatura della nostra società sempre più bulimica e congestionata.

Incipit e personaggi

"In quel periodo Giorgio Cristaldi non se la passava molto bene. Anzi, era proprio a terra, per quanto cercasse di non darlo a vedere (ma a mentire non era bravo, soprattutto a se stesso). Aveva la sensazione di essere imprigionato - così diceva agli amici più stretti - imprigionato in una vita che non sentiva sua e che quindi non amava. 
Sposato da nove anni, per via di una “sorpresa” che aveva accelerato quella decisione, dopo diversi lavori impiegatizi aveva mollato tutto per seguire la propria passione: il cinema (ti insegnano così da bambino, amava dire). Non gli era andata granché bene. Era riuscito a girare solo un paio di film a basso budget, dissipando i suoi risparmi e chiedendo prestito perfino agli odiati suoceri. Poi più nessuno gli aveva dato credito. Per un paio di anni aveva continuato a battagliare con i produttori, inviando soggetti e sceneggiature, finché la sua vena creativa era andata scemando, rifiuto dopo rifiuto. 
- È inutile. Tu lavori per mesi e loro che fanno? Prendono i tuoi fogli e ci pisciano sopra.  
Si lamentava così, con gli amici. Ma giorno dopo giorno si accorgeva che quelle sterili accuse erano inutili, e che la realtà dei fatti era che stava finendo nella grassa categoria dei disillusi, categoria che un tempo aveva apertamente criticato."

"Percorsero taciturni Corso Vittorio Emanuele che a quell’ora della notte, senza la solita fiumana di gente che l’attraversava, assumeva caratteri surreali.  
- Mi piace passeggiare per il centro di notte. - disse Cristaldi, arrivando in Piazza Duomo. - Sembra che la città sia tua, è una sensazione strana, molto forte. Non ti sembra di essere in un enorme teatro? Però vuoto, in attesa degli attori, di un pubblico...
- Io rimango dell’idea che era meglio se prendevano un taxi. - rispose Bertrand con il suo solito sarcasmo.
Improvvisamente dalla galleria sbucò una donna sulla sessantina, che quasi inciampò per via delle zeppe altissime che si era costretta a calzare. Bertrand strizzò gli occhi. Indossava un cappello che sembrava un grosso vassoio ricoperto di ciambelle. 
- Scusate, sapete indicarmi la strada per la felicità? - biascicò la donna, piuttosto alticcia, incrociando il loro sguardo.
- Sempre dritto, signora, sempre dritto. - le rispose Bertrand divertito.

 La donna fece un gesto con la mano, come scocciata e si allontanò ciondolando verso la piazza addormentata."

Luca Bertrand (L'ex agente) 

Segni particolari: Si innamora sempre di uomini che vivono a più di 5.000 chilometri da lui, ai quali dedica lunghe e patetiche poesie d'amore. Ha la mania di non buttare via niente e dice di assomigliare   a Joe, il personaggio del famoso gioco da scatola "Indovina chi?" 

L'ex agente

- Bertrand, ti chiedo solo di leggere questi fogli... Lo so che è da molto tempo che non combino più nulla, ma stavolta è diverso, è una grande storia questa, devi credermi.. Tu eri il mio agente, abbiamo fatto grandi cose assieme..
- Sono un po' uscito dal giro, lo sai?
- Solo tu mi puoi dare una mano.. Sono sicuro che troveremo un produttore stavolta.. Fra un paio di settimane ti faccio avere anche la sceneggiatura, promesso.. Ho già tutto in mente, tutto... Sarà un grande film, questo, il mio grande ritorno alla regia...

- Mhm...

- Mhm...
- Senti, e con tua moglie come va?

La moglie

- Svegliati! Smettila di stare nel tuo mondo! E’ ora che la smetti di giocare a fare il cinema! Tu il cinema lo stai facendo a casa! Sei ridicolo, patetico! E’ ora che ti trovi un lavoro vero, mio caro Giorgio Cristaldi! Così non si può andare avanti.. E’ inutile che fai finta di non ascoltarmi.. Guarda che i soldi sono finiti.. Sì, fai finta di niente.. Continua a stare davanti al tuo computer a scrivere storielle. E’ così che risolvi i tuoi problemi. Sei un codardo, ecco cosa sei! E vuoi fare film.. Non sai neanche mantenere la tua famiglia!

Signora Cristaldi (la moglie)

Segni particolari: Iperprotettiva verso il figlio (un moccioso occhialuto e presuntuoso) è completamente  succube della madre, una nobile decaduta da cui ha ereditato il gusto per la scenata. La sua attrice preferita è la Finocchiaro, e ha una particolare predilezione per i coltelli da cucina. 

Richard j. Sullivan (il produttore)

Segni particolari: Tirchio, saccente, fuma solo sigarette francesi che acquista ogni giovedì mattina sempre allo stesso tabacchino. Dopo essersi arricchito ai tavoli da gioco, ha deciso di inseguire la sua seconda passione: il cinema (anche se pare che abbia altri numerosi businnes...).

Come tutti i nani è particolarmente dotato.

Il produttore

"...Mio caro regista, devo dirle che ho letto la sua sceneggiatura con interesse, riconoscendone a tratti l’originalità. Credo anche, e sono sincero, che lei abbia colto lo spirito dei tempi con quanto ha scritto. Come lei ben sa noi viviamo in una società bulimica, ansiosa, autoreferenziale, decadente nello sforzo per non esserlo... Ma quello che ha in mente, me lo lasci dire, è un film difficile, pericoloso... Lei vuole giocare su più livelli di significato, vuole saltare da un registro ad un'altro, e al grande pubblico non piace ciò che non riesce facilmente a classificare... Io ho visto le sue opere precedenti, ho apprezzato lo slancio giovanilistico e l’onesta di fondo del suo debutto alla regia, quel "Incastri e disastri" che, da come mi risulta, ha avuto anche un discreto successo di pubblico. Lo stesso però non si può dire de "L’amore ti fa scemo", definito da un famoso critico, certo con un po’ di malignità e autocompiacimento, un film imbarazzante anche solo da recensire... 

- Quel critico comunque è morto.

- L’ha ucciso lei?  

- E’ scoppiato. Era un pallone gonfiato..."

La Signora Sullivan

- Lei è il primo regista che conosco, lo sa? E’ strano tutto ciò, adesso che ci penso. Ho conosciuto diversi pittori e scrittori, musicisti... E poi certo architetti, stilisti, attori... E avvocati chiaramente, ma quelli sono ovunque, non contano... Ma registi mai.. Pensi che ho conosciuto perfino un assassino... Non capita mica a tutti, sa? Ti ricordi Richard? A New York, il figlio di Clara, poverino... Pensi che un amico tatuatore, per scherzo, gli aveva tatuato un enorme pene sulla schiena. Era andato fuori di testa. L’ha fatto fuori con un coltello... Ti ricordi Richard?
- Certo amore! Ma forse il nostro regista non è interessato a questa storia...
- Ah, mi scusi... E’ che a volte mi lascio prendere dai discorsi... Comunque registi non ne ho mai conosciuti. Lo devo scrivere sul mio diario.

- Mia moglie tiene un diario, si appunta sempre tutto. E’ una artista anche lei, sa?

Mary Sullivan (la signora Sullivan)

Segni particolari: Viene scambiata spesso per Uma Thurman. Dalle forme piuttosto generose, parla in continuazione e ama fumare marjuana. Piuttosto svampita, è innamorata persa di suo marito (o almeno così dice). 

Maserati Ghibli

Segni particolari: 410 cavalli, cambio automatico ZF a otto rapport, sedili in pelle, abitacolo spazios. Il modello base costa 66.000 euro. 

La Maserati Ghibli

"...Senta, io non ne posso più delle sue trovate! Ha capito!?

- Come la mette dura... Si tratta solo di mostrare una Maserati nel film... Perché lei crede che negli altri film non ci sia pubblicità? Oggigiorno il marketing è ovunque, mio caro regista. 

- Senta: il protagonista fatica ad arrivare a fine mese, è sommerso dai debiti, e secondo lei scorrazza in giro con una macchina da centomila euro?

- Ma costa molto meno: andrebbe evidenziato questo nel film. E poi lei non sa quanta gente va in giro con la fuoriserie e poi tira le cinghie per mangiare, ne conosco un sacco, sa?

- Il protagonista è affetto da altre manie. 

- La potrebbe rubare, allora. Sì, forse è più sensato. Dopo aver ucciso la moglie, ruba questa fantastica Maserati Ghibli per fare di nuovo colpo sulla sua ex... 

- Quale ex!? Cosa sta blaterando?

- Avrà pure una ex. Tutti gli uomini hanno una ex che vogliono riconquistare..."

I complici: Boris Zereck e Carlo Pankitts 

Boris Zereck

Segni particolari: Ex allenatore di calcio di orgine ceca. Parla poco, fuma in continuazione e non ha apparentemente altri interessi oltre alle sigarette e il calcio. Ogni associazione a Zeneck Zeman è del tutto fuori luogo. 

Carlo Pankitts si accese il sigaro che teneva in bocca. Espirò il fumo, facendo dei piccoli anelli concentrici. Lì osservò dissolversi, poi tornò a guardare quella faccia scavata dalle rughe che gli stava di fronte.
- Ma tu non parli mai?
Boris Zereck inarcò la fronte, poi, cercando la voce chissà dove, disse: - Parlo poco - e si accese l’ennesima sigaretta.
- Vuoi provare un sigaro?
- Preferisco le sigarette.
- Devi averne passate tu...
- Non capisco.
- Per startene sempre zitto.
Zereck sospirò, quasi infastidito.
- Allora? - riprese a dire Pankitts.

- Allora cosa?

- Che ne pensi di tutta questa faccenda?

- Mi sembra una stupidata...

Carlo Pankitts

Segni particolari: Scrittore beone, donnaiolo, fuma il sigaro e ama parlare, sopratutto di se stesso.  Ha una particolare propensione per mettersi nei guai.

Leggenda metropolitana vuole che sia stato creato direttamente da Dio, prendendo una costola di Andrea G. Pinketts.

Il piano

"...Sapete quante sono le  probabilità di riuscire a sequestrare una persona qui, in questa strada, alle otto di mattina, senza che nessuno veda o dica niente?

- Zero?

- Esattamente! Ma non dobbiamo disperarci perché mi è venuta una grandiosa idea... Il segreto sta nel rendere il sequestro palesemente spettacolare... Capite? E’ la famosa storia dell’uomo che guarda il muro... 

- Che stai blaterando?

- Seguitemi: un uomo che guarda un muro è solo un uomo che guarda un muro; due uomini che guardano lo stesso muro è il principio di un’evasione; ma se c’è anche un terzo uomo che li sta riprendendo con una telecamera, beh, quella è semplicemente la ripresa di un film... Mettete poi che quei tre uomini indossano delle maschere di carnevale e si mettono a sequestrare una nano... Beh, se non proprio un film, potrebbe passare agli occhi di tutti per una candid camera..."

Il piano

Segni particolari: Strampalato

Il vecchio guardiano.

Segni particolari: 86 anni, ossessionato dai gatti, passa le sue serate al bar di Scopino, a guardare i vecchi giocare a briscola. E' da tutti considerato lo scemo del paese. 

Il custode della villa

- E quindi tu saresti il famoso custode della villa.. Scusa se prima, insomma, ti ho steso..  Mi hai spaventato e non sapevo chi eri, capisci? 
- Eh, si sì. Mi hai fatto mica male.. E lei, lei è l’amico della contessa, vero? 
- Chi? 
- La contessa. 
- Ah, la contessa! Sì, certo. Dimmi un po’, ma come hai fatto indovinare?
- Ci ho la testa io, ci ho. Ho visto un po’ di volte la contessa venire qui di notte, ma non sapevo mica che vivevi qui...  E lui chi è, un tuo amico?
- Chi, il nano? Ah, sì... Stiamo facendo un gioco, per questo è legato.. 
- Si, sì, capisco..
- Bravo, vedo che non sei scemo come dicono.. Senti,  ho voglia di bere, che questo posto inizia a mettermi i brividi... Ti va di farti un goccio di rum con me? Magari potremmo invitare anche un po' di amici, dare una festicciola, che dici?

L'uomo pene

"Comunque questa festa è incredibile! La location è super, e poi è piena di gente interessantissima! Lo scorso sabato sono stata ad una festa a Roma, non le dico, la solita solfa: politici vestiti da antichi romani, nobili decaduti in cerca di coca, soubrettine mezze nude pronte a vendersi per una comparsata in televisione e altri nulla facenti vari vestiti da gladiatori. Non le dico, dovunque ci si girava si vedevano gladiatori, un incubo. E’ che i romani non hanno fantasia, sono sempre lì a ricordare il mito dell’impero... 

- Già.

- E lei invece? Ma lo sa che è proprio originale il suo vestito?"

L'uomo pene

Segni particolari: Incompreso, se ne va in giro per la feste a spettegolare con la gente, soprattutto donne. Il suo vero nome è Emmanuel Perrotin, e la sua storia è assai interessante.

Il gorilla

Segni particolari: Di grossa stazza, adora Franco Battiato, la poesia simbolista ed ha una particolare avversione verso i tamarri.  

Il gorilla

- Tu sei il buttafuori della festa, vero?

- Io sono il gorilla. 

- Sembri il gorilla della Crodino...

- Ragazzino, non è un po’ tardi per stare in giro?  

- Mi fai entrare solo per vedere com’è la festa?

- No, mi dispiace.

- Giuro che entro ed esco.

- E’ una festa privata questa. 

- Stia a vedere, qui a Scopino sono famoso per questo... - Il ragazzino, con le mani a megafono, urlò alla folla che rumoreggiava per entrare:  - POPOLO DI FACEBOOOOK!

Poi si accovacciò, e con il viso sempre più rosso per lo sforzo emise stremato un sonoro peto, molto lungo - Prrrrrrrrrrrrrrrrrr - seguito a breve distanza da un peto cortissimo, di chiusura - Prr.

Il gorilla lo guardò. 

Non sapeva bene cosa dire.

Poi si decise: - Mi sei simpatico. Dai, entra... 

L'intellettuale

"...Vede, mio caro amico, ci troviamo ormai in un luna park, dove non c’è spazio che per urlatori, banditi, pagliacci e pifferai. I fatti scompaiono, la cultura e l’informazione regrediscono continuamente entro le colonne d’Ercole del pettegolezzo, della marchetta. Viviamo ormai come sospesi, in un mondo senza più memoria ne futuro. Ben lontani da quegli inni sessantottini che invocavano la fantasia al potere, abbiamo affidato il nostro destino a quelli che potremmo definire dei tecnici del capitale, uomini in grigio, senza volto, che dominano ormai la nostra società - ma mi azzarderei a dire, me lo conceda, perfino il controllo della realtà percepita dalle coscienze individuali. La colpa certamente è anche nostra, di noi artisti, intellettuali, che abbiamo lasciato scadere il nostro “mandato sociale” senza una vera lotta, adeguandoci a questo ruolo di di contorno che a volte assume tratti perfino folcloristici... 

- Vuole po’ di rum?

- No grazie, non bevo. D’altronde qualcuno dovrà pur rimanere lucido qua dentro..."

L'intellettuale

Segni particolari: Ha dedicato tutta la sua vita a scrivere un unico libro, "Elogio al silenzio", di cui nessuno ha mai sentito parlare. Perseverante.

© 2018 Stefano Emanuele Ferrari

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